opere presenti al CIMITERO MONUMENTALE di MILANO
L’artista giunto a Milano, dopo la prima grande guerra, con alle spalle una formazione artistica acquisita all’Accademia di Belle Arti di Palermo, si dedicò non solo alla pittura e alla creazione di piccoli bronzi per la casa, ma realizzò anche monumenti soprattutto per il Cimitero Monumentale di Milano, città nella quale visse fino alla morte avvenuta nel 1960.
Opere degli anni venti sono le tombe Franzini e Braghini.
La prima è costituita da un bassorilievo
rappresentante una fanciulla
che regge in una mano una lampada accesa
e la protegge con l’altra, affinché la fiamma non si spenga:
l’amore arde anche dopo la morte.
La seconda opera presenta sulla parte frontale
il volto sereno di un bimbo e un vaso in bronzo
con a rilievo un allegro girotondo di putti.
Il 31 ottobre 1929 il giornale ”La Sera”,
nella pagina dedicata all’arte nella città dei morti,
riportò la foto della Pietà posta sulla tomba Dal Molin
e il giornalista Giovanni Orsini la definì “mirabile Pietà”.
Maria tiene morbidamente tra le braccia il corpo privo di vita di Gesù.
Il capo della madre è chino
e lo sguardo si perde nel volto esanime del Figlio.
Tra le due figure si avverte una relazione di intensa dolcezza
e di accettazione.
Il reparto Acattolici accoglie il monumento Albertario:
Gesù inchiodato alla croce non ha la corona di spine;
il viso è leggermente sollevato e lo sguardo, rivolto allo spettatore,
invita alla riflessione.
Sulla tomba Vanetti del 1938
una giovane donna dall’espressione intensa, ma senza sorriso,
regge nella mano sinistra la fiamma dell’amore.
Durante la seconda guerra mondiale Vito Vaccaro è preside presso la scuola di via Solferino, 52 Milano.
L’attività scultorea si ferma per riprendere alla fine del conflitto.
Pertanto è del 1946 la tomba Rovari: una fanciulla inginocchiata prega.
Il volto è rivolto al cielo, le palpebre sono abbassate
e le mani sono dolcemente giunte in preghiera.
Il marmo bianco accentua l’atteggiamento mistico.
Alcuni monumenti riportano i ritratti delle persone sepolte.
Lo notiamo in quello della famiglia Coronetti:
su una stele di marmo è posato il mezzo busto della donna,
mentre sulla parte frontale è applicato il ritratto in bronzo del marito.
Nella lapide Ferrari-Ferrero
i volti dei due coniugi sono sullo stesso piano:
sorridente lei, sereno quello di lui,
li unisce l’abbraccio di un angelo.
Il viso del giovane medico Pio Valchera,
mostra lineamenti levigati, quasi fanciulleschi;
lo sguardo si perde lontano verso un mondo a noi sconosciuto,
le labbra rilassate, appena schiuse, riflettono serenità.
Negli anni Cinquanta l’artista partecipò alle mostre di Arte Sacra dell’Angelicum di Milano e appartengono proprio a quel periodo alcune opere a soggetto prettamente religioso.
La lapide Vaccaro-Rivolta è un bassorilievo in marmo rosa di Carrara
con scolpito il sereno profilo di una Madonnina.
La lastra frontale della tomba Pedercini
mostra Maria che trattiene dolcemente con le mani il corpo paffutello del Bambino.
Un’altra serena madonnina si trova sulla tomba Fontana - Rognoni.
Sulla tomba De Micheli del 1954 vi è Gesù Crocifisso:
il capo reclinato cinto dalla corona di spine
e le membra abbandonate suggeriscono che tutto è compiuto.
Un arco marmoreo, che circonda la crocifissione,
accentua la solitudine di Cristo nel momento della morte.
Con forte rimando all’arte classica è il monumento Di Conno,
dedicato all’amore coniugale.
Una figura femminile indossa una lunga tunica
e regge nella mano sinistra una lampada accesa.
Il viso e il corpo esprimono la dignità del dolore
per la perdita della persona cara e tanto amata.
Il Monumentale, museo a cielo aperto, accoglie le spoglie dell’artista nel reparto dei Benemeriti della città.